.. è allora che soppeso il mio esilio
e misuro la solitudine irrecuperabile di ciò che ho perduto
per ciò che d’anticipata morte mi corrisponde
in ogni ora, in ogni giorno d’assenza
che riempio con impegni ed esseri
la cui condizione a me aliena mi spinge
verso la calce definitiva
di un sogno che roderà le proprie vesti,
fatte d’una corteccia di materie
proscritte dagli anni e dall’oblio.
ogni giorno d’assenza che riempio con impegni ed esseri

Pubblicato in banalità.
– 28 giugno 2010
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